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Rassegna Stampa - 28/07/2017

Come cambia l’incoming cinese: l’evoluzione dei comportamenti e le indicazioni per gli albergatori

EVENT REPORT

Viaggiano di più, più a lungo, spendono di più e scelgono più spesso l’Europa come destinazione dei loro viaggi. Il mercato del travel cinese, quei 122 milioni di persone che lo scorso anno hanno varcato i confini della Repubblica Popolare per recarsi all’estero, sta decisamente cambiando, con una nuova generazione di traveller che mostra esigenze e aspettative più sofisticate rispetto ai fratelli maggiori.

A rilevare trend di evoluzione del mercato è il Chinese International Travel Monitor di Hotels.com, condotto tramite interviste sia ai cittadini cinesi che hanno fatto almeno un viaggio negli ultimi 12 mesi sia a quasi 4mila albergatori di 38 paesi, inclusa l’Italia. Il primo dato significativo è che nell’ultimo anno il numero medio dei viaggi all’estero è passato da 3 a 4 e che la durata media di ciascun viaggio si è allungata, passando da 5 a 7 giorni.

Il trend è incrementale anche per quanto riguarda i budget, segnala Hotels.com: in media i turisti cinesi hanno speso in viaggi internazionali il 28% dei loro guadagni – il 3% in più rispetto all’anno precedente – con un picco di spesa rilevato per la generazione più giovane, che ai viaggi ha destinato in media il 35% del proprio budget. E quando si reca in un paese estero l’80% dei cinesi conferma di voler visitare più di una città, muovendosi all’interno della destinazione.

In termini di scelta della destinazione, l’82% dei viaggiatori cinesi l’anno scorso ha scelto di recarsi in paesi dell’Asia-Pacifico, ma il report indica che aumenta l’interesse verso i viaggi di lungo raggio in Europa e America: negli ultimi 12 mesi i viaggiatori che hanno visitato l’Europa sono cresciuti del 25% e quelli che sono andati in America dell’11%. Solo il 6% degli intervistati è arrivato in Italia nell’ultimo anno, ma il numero è destinato a salire visto che il 9% del campione ha dichiarato di volerla visitare nei prossimi 12 mesi.

Fra le attività, sembra che lo shopping stia perdendo quota, con un calo di interesse del 35%. L’interesse dei turisti cinesi oggi si focalizza di più sull’esperienza della buona tavola (+55%) e sul relax (+41%).

Il monitoraggio dei servizi più richiesti e apprezzati rivela un notevole gap rispetto all’offerta, soprattutto alberghiera: la prima aspettativa dei viaggiatori cinesi è trovare in albergo personale che parla mandarino, ma solo il 17% degli alberghi (a livello gloale) può attualmente soddisfare la richiesta. La seconda aspetttiva sono i sistemi di pagamento con Union Pay, e anche in questo caso solo il 18% degli alberghi si è attrezzato di conseguenza. Infine la presenza di materiale informativo sulla destinazione tradotto in cinese, di cui dispone solo il 18% dei quasi 4mila alberghi intervistati.