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Rassegna Stampa - 16/01/2017

Una Milano da record: qui il 10% del PIL e il 25% dei brevetti italiani

IL GIORNALE DEL TURISMO

Un PIL paragonabile a interi stati europei, come quello dell’Irlanda. Alta densità di creatività e innovazione. Una crescente attrattività internazionale, con numeri in costante aumento nel turismo e, in particolare, nel congressuale.

Questa la Milano nel contesto internazionale che emerge da Milan By Numbers 2015, un’istantanea sulle prospettive della città delineata per Bit – Borsa Internazionale del Turismo dal Research Lab on the International Meeting Industry (LAMCI), iniziativa sviluppata dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (ASERI) in collaborazione con Fiera Milano Congressi.

Nel dettaglio del mondo Travel, nei consuntivi relativi al 2015, la città ha registrato 11.741.374 pernottamenti totali di cui 7.258.350 internazionali (+17,1% sul 2014) con un tasso medio annuo di occupazione delle stanze di hotel pari al 69,3%. E i dati del 2016, seppur ancora parziali, segnano una tenuta, con circa un +1,5-1,8% rispetto ai record del 2015. Circa un quinto (19%) dei pernottamenti è generato dallameeting industry: terza su 243 città europee per superficie espositiva coperta e settima per superficie totale dedicata a congressi ed eventi, nel 2015 l’area metropolitana ha totalizzato 33.718 meeting ed eventi per 2,27 milioni di partecipanti (secondo l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi) e ha ospitato 93 congressi associativi internazionali (rilevati da ICCA) per 64.110 partecipanti, 21aa livello mondiale per numero di eventi di questo tipo.

Le 316 sedi congressuali dell’area metropolitana (220 solo a Milano città) rappresentano oltre un terzo (33,8%) delle 934 strutture della Lombardia (prima regione in Italia) e circa un quinto (19,7%) di quelle del Nordovest, mentre sono pari al 5,5% di tutte le 5.407 sedi oggetto di rilevazione da parte dell’OICE in Italia. Le giornate complessive sono state 49.892 e hanno totalizzato 3.569.426 presenze. Un evento in media ha una durata di una giornata e mezza, con una presenza di 67 partecipanti.

“I numeri di Milano, specialmente quelli relativi a ricerca, innovazione e creatività – commenta Roberto Nelli, Responsabile scientifico del LAMCI – mostrano come la città sia in grado di sostenere la competizione internazionale nel turismo d’affari, offrendo strutture e competenze di alto livello”.

Analizzando lo scenario macroeconomico, accanto alle conferme non mancano sorprese e curiosità. Con un Prodotto Interno Lordo che secondo la Camera di Commercio di Milano ammonta a 186 miliardi di euro e con il 5% delle imprese italiane attive e il 10% di quelle creative, nel 2015 la città si posiziona al decimo posto in Europa per prospettive economiche (secondo l’European Regional Economic Growth Index). E fa ancora meglio in Ricerca & Sviluppo: qui si registra un quarto (25%) di tutti i brevetti italiani mentre in Lombardia si sono investiti in R&S 4 miliardi di euro, proiettando Milano nella parte alta nel ranking mondiale delle città con un elevato grado di innovazione economica e sociale, 49esima su 445 (secondo il City Innovation Classification and Rankings).

Discreti anche i dati relativi al capitale umano, dove risulta 37esima su 181 città mondiali (secondo il Cities in Motion Index): nelle 7 università cittadine studiano più di 187 mila studenti e oltre il 43% della popolazione fra i 30 e i 34 anni possiede un titolo di studio universitario. Buone anche le prospettive di occupazione dei neolaureati (16esima su 75 città) mentre esistono margini di miglioramento nell’attrarre studenti internazionali, 38esima su 75 (secondo la classifica Best StudentCities).

Per reputazione Milano si classifica 21esima su 55 metropoli globali (secondo il City RepTrakTM) e conferma il suo ruolo di capitale della moda a livello internazionale collocandosi al sesto posto su 56 città mondiali (secondo The Top Global Fashion Capitals). Inoltre, smentisce la sua fama di città più costosa (è 50esima su 209 nel mondo e settima in Europa secondo la Cost of Living Survey) e poco amica dell’ambiente: sebbene le superfici verdi siano ancora parecchio sotto la media nazionale (17,4 mq per abitante contro 32,2 mq), in 10 anni la città ha dimezzato le giornate di superamento dei limiti di inquinamento e ha scalato fino al 36° posto la classifica mondiale delle 100 città più sostenibili (secondo il Sustainable Cities Index).

Per il prossimo futuro, Milano si prepara a diventare ancora più attrattiva per il segmento MICE con un’agenda dove spiccano altre trasformazioni urbanistiche, dal completamento dei progetti Porta Nuova e Citylife alla riprogettazione di ben 1,25 milioni di mq di scali ferroviari dismessi; nuovi poli culturali firmati da grandi archistar, come la Fondazione Prada di Rem Koolhaas o l’appena inaugurata Fondazione Feltrinelli di Herzog & De Meuron; e le prospettive aperte dall’insediamento nell’area Expo del nuovo campus de La Statale e del progetto Human Technopole.

 
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