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Associazione Italiana Confindustria Alberghi
 
 

Rassegna Stampa - 26/06/2018

Hospitality Forum: "Senza tempi certi i capitali fuggono"

GUIDA VIAGGI

Gli immobili scambiati con contratti di vendita o locazione in Italia nel 2017 hanno raggiunto quota 2,75 miliardi di euro, in crescita del 14,6% rispetto all'anno precedente

“Siamo in un momento di eccesso di capitali ma da noi non atterrano perché i progetti seri e presentabili sono pochi. Viviamo in uno scenario di crescita ma purtroppo manca ancora il concetto di stabilità”. Sono questi i tre punti che influenzano il settore immobiliare-turistico in Italia e i relativi investimenti. Ne ha parlato Giampiero Schiavo di Castello Sgr a conclusione dell’Hospitality Forum organizzato da Scenari Immobiliari oggi a Milano.

“Se noi non diamo tempi certi, i capitali fuggono – ha ricordato il manager tracciando le conclusioni del forum -. Quel che manca oggi è il capitale di lungo periodo, quello paziente e che può far crescere le imprese, ma per questo ci vuole stabilità. Il nostro progetto come Castello Sgr è spostarci su questo tema”.

La fotografia del settore è stata scattata dal Rapporto 2018 di Scenari Immobiliari, che ha rilevato transazioni immobiliari albergherie per 2,75 miliardi di euro (in termini di immobili scambiati con contratti di vendita o locazione in Italia nel 2017), pari ad un incremento del 14,6% rispetto al 2016. “Il transato – spiega il report - evidenzia un’accelerazione rispetto a quanto si attendeva, raggiungendo un volume previsto alla fine di un periodo di circa due anni, grazie alla concomitanza dei fattori positivi che hanno confluito a favore della crescita. Il mercato dovrebbe mantenere lo slancio a fine 2018, con una crescita attesa del fatturato di circa il 13% su base annua, mentre per il 2019 si stima un rallentamento, sebbene ancora in territorio positivo”.

Il mercato immobiliare alberghiero europeo nel 2017 ha registrato un andamento in controtendenza rispetto al trend globale, con un aumento dei volumi transati del 22% rispetto al 2016 (fonte Hvs), arrivando a 21,7 miliardi di euro, mentre a livello globale ha segnato una flessione di circa il 10%, raggiungendo un ammontare complessivo di 58 miliardi di euro (fonte Rca). Il numero complessivo di stanze compravendute nel continente è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2016, circa 133mila camere per ogni anno, ma il volume totale transato più elevato (erano 17,5 miliardi nel 2016) è dovuto a una qualità media delle strutture più alta, comportando un leggero innalzamento del valore medio a camera.

L’andamento del mercato immobiliare alberghiero italiano – ha spiegato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – ha raggiunto la sincronia con quello europeo, agganciando l’onda delle buone performance registrate nel 2017 e mantenendo un ritmo vivace nei primi mesi del 2018. In Italia, come in Europa, hanno contribuito al trend positivo, la ripresa economica, l’aumento dei consumi e l’ormai mutata geografia delle preferenze turistiche che ha spostato il baricentro d’attrattività verso il Mediterraneo, in generale, e verso la nostra penisola, in particolare. L’analisi delle variazioni delle consistenze degli esercizi ricettivi in Italia mostra un riaffermarsi di una timida crescita numerica delle strutture alberghiere, mentre continuano a viaggiare spedite le tipologie extralberghiere”.

L’ammontare complessivo di stanze interessate nelle transazioni avvenute in Italia nel 2017 si stima sia di poco inferiore alle novemila camere, con una concentrazione maggiore per le strutture 4 stelle, seguite dai 5 stelle. La quota maggioritaria va alle “altre destinazioni”, catalizzate principalmente dai villaggi turistici scambiati sia in montagna che al mare. 

Tra gli elementi che giocano a favore del nostro Paese, la ricerca di unicità e personalizzazione da parte dell’ospite che si aspetta unicità e personalizzazione, oltre a elementi esperienziali e espressione del territorio, tutti argomenti che la nostra penisola copre ampiamente grazie alle sue diversità. l.d.

 
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