L’Enit è sempre più vicina all’Ice: le prove tecniche della resa incondizionata del ministro del Mibact Dario Franceschini, si sono avute in Parlamento durante un question-time frutto di una interrogazione del deputato di Forza Italia Ignazio Abrignani nel corso del quale Franceschini ha dichiarato che «il rallentamento della firma da parte della Presidenza del Consiglio del nuovo statuto dell’Agenzia Nazionale del Turismo dipenda da una riflessione di Palazzo Chigi su un’ipotetica fusione tra Ice ed Enit».
Il lancio dell’agenzia Ansa è laconico, ma a margine dell’inaugurazione della Bit di Milano, presenti l’assessore al Commercio e Turismo Mauro Parolini, l’assessore al Comune di Milano Franco D’Alfonso, il direttore di Expo Milano Piero Galli – e assenti i personaggi istituzionali a livello nazionale – le voci si sono rincorse circa l’imminente varo della riforma dell’Enit.
Fonti vicine all’Agenzia hanno confermato che il Piano di rilancio presentato dal commissario Cristiano Radaelli, appoggiato dal ministro Franceschini, è stato di fatto affossato dai sindacati, ma soprattutto rispedito al mittente dallo stesso premier Renzi, che sembra ormai orientato ad aggregare l’Enit all’Ice, con risparmi sostanziosi nella voce “costi” delle delegazioni, magari ripensando a una dotazione di budget più consona al ruolo da protagonista che un Paese come l’Italia deve e vuole giocare sul palcoscenico del turismo internazionale.
Quanto ai tempi per il varo della riforma – assicurano sempre fonti vicine alla dirigenza Enit – potrebbe davvero essere questione di giorni, sicuramente entro fine febbraio.