Secondo i dati Enit, il turismo si conferma tra i settori industriali più dinamici del Paese con tassi di crescita dei movimenti turistici superiori al 4% nel nostro Paese e un impatto di oltre 237 miliardi di euro sul PIL
Il settore traina anche l'occupazione con più di un'assunzione su cinque in Italia che passa dal settore turistico (dati Università Roma Tre per EBTL)
Nelle catene alberghiere più strutturate associate a Confindustria Alberghi, le retribuzioni possono raggiungere e superare i 90mila euro l’anno per i General Manager, anche grazie agli strumenti della contrattazione di secondo livello, ai premi di risultato, al welfare aziendale e alle mance.
Il turismo si conferma un settore strategico, capace di generare occupazione, opportunità di crescita professionale e valore per l'economia del Paese, con tassi di crescita dei movimenti turistici superiori al 4% e un impatto di oltre 237 miliardi di euro sul PIL (fonte ENIT). È quanto afferma Confindustria Alberghi (Aica), alla luce delle ricerche su occupazione e retribuzioni a livello nazionale, realizzate dall'Università degli Studi Roma Tre per l'Ente Bilaterale Turismo del Lazio (EBTL), che analizzano l'andamento del mercato del lavoro e la qualità della contrattazione collettiva nel settore, restituendo il quadro di una realtà più articolata e dinamica rispetto a narrazioni spesso semplificate.
I dati raccontano un settore che continua a essere uno dei principali motori dell'occupazione italiana. Nel primo semestre del 2025 le imprese del turismo hanno attivato 1.660.121 contratti di lavoro, un dato in crescita del 15,5% rispetto al 2022, del 4% rispetto al 2023 e sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Il settore rappresenta oggi il 21,9% dell'intera domanda di lavoro nazionale, più di un'assunzione su cinque in Italia passa dal settore turistico.
Un mercato del lavoro è in grado di offrire percorsi professionali e retribuzioni in linea con altri settori. Il CCNL applicato da Aica e sottoscritto dai CGIL, Cisl e UIL, ha RAL che vanno da circa 21mila per un livello D1 (Addetti alle pulizie o Addetti all’ospitalità) fino a oltre 34mila per un livello A1 (General manager), cui si aggiungono l’assistenza sanitaria e premi di risultato affidati alla contrattazione di secondo livello.
Nelle imprese più strutturate aderenti a Confindustria Alberghi le retribuzioni reali si collocano ben al di sopra dei minimi tabellari: un General Manager percepisce in media oltre 60 mila euro l'anno, un Hotel Manager quasi 50 mila euro, mentre un Executive Chef supera i 50 mila euro. Anche per le figure operative le retribuzioni risultano competitive, con compensi medi che sfiorano i 42 mila euro per un Front Office Manager e si attestano intorno ai 30-35 mila euro annui per profili come Maître, Chef de Rang, Barman, Addetti al ricevimento e Camerieri. Si tratta di compensi legati alla tipologia e alla categoria della struttura alberghiera e agli strumenti della contrattazione di secondo livello, ai premi di risultato, al welfare aziendale e alle mance, che anche grazie all’impegno di Confindustria Alberghi prevedono l'applicazione di un'imposta sostitutiva pari al 5%. Un intervento che ha favorito la diffusione delle mance tracciate, incrementando il reddito netto dei lavoratori e rendendo il settore più attrattivo. Dati che ribaltano la narrazione del turismo come settore povero, diffusa nei giorni scorsi dallo studio di Filcams CGIL.
Il turismo continua inoltre a rappresentare uno dei principali canali di ingresso nel mercato del lavoro: gli under 35 costituiscono il 57% dei lavoratori impiegati nel settore a livello nazionale, mentre cresce anche la domanda di lavoratori over 55 (+3,8%), a dimostrazione della capacità del settore di offrire opportunità occupazionali a profili e generazioni differenti. Parallelamente aumenta l'occupazione dei lavoratori stranieri (+3,7%), segnale della crescente attrattività del settore in un contesto caratterizzato da una diffusa carenza di personale.
«Il turismo è uno dei settori più dinamici del Paese e offre concrete opportunità di crescita professionale», dichiara Elisabetta Fabri, Presidente di Confindustria Alberghi. «Le nostre imprese associate ricercano figure sempre più qualificate, con competenze linguistiche, digitali e organizzative, e investono ogni giorno nella formazione, nella sicurezza, nel welfare e nella valorizzazione delle persone. I dati di Roma Tre e EBTL dimostrano che rappresentiamo un settore attrattivo per i giovani, perché nelle nostre aziende sono diffusi percorsi professionali di crescita verticale, che consentono anche agli Addetti al ricevimento e al Front office di arrivare a ricoprire ruoli di General manager. Le criticità del mercato del lavoro esistono, ma il vero nodo è il dumping contrattuale, generato dai contratti pirata. Per questo chiediamo che il dibattito distingua tra le imprese che applicano i contratti collettivi e investono nella qualità del lavoro e chi, invece, ricorre a strumenti che comprimono salari e tutele. Solo rafforzando la contrattazione di qualità sarà possibile valorizzare il lavoro nel turismo, tutelare i lavoratori e sostenere la competitività del settore.»