Associazione Italiana Confindustria Alberghi
 
 

Comunicato Stampa - 04/07/2026

Turismo e lavoro, Confindustria Alberghi: Il settore continua a crescere e premia il merito.

Fondamentale valorizzare i lavoratori partendo dai dati reali sui salari

  • Secondo i dati Enit, il turismo si conferma tra i settori industriali più dinamici del Paese con tassi di crescita dei movimenti turistici superiori al 4% nel nostro Paese e un impatto di oltre 237 miliardi di euro sul PIL

  • Il settore traina anche l'occupazione con più di un'assunzione su cinque in Italia che passa dal settore turistico (dati Università Roma Tre per EBTL)

  • Nelle catene alberghiere più strutturate associate a Confindustria Alberghi, le retribuzioni possono raggiungere e superare i 90mila euro l’anno per i General Manager, anche grazie agli strumenti della contrattazione di secondo livello, ai premi di risultato, al welfare aziendale e alle mance.

Il turismo si conferma un settore strategico, capace di generare occupazione, opportunità di crescita professionale e valore per l'economia del Paese, con tassi di crescita dei movimenti turistici superiori al 4% e un impatto di oltre 237 miliardi di euro sul PIL (fonte ENIT). È quanto afferma Confindustria Alberghi (Aica), alla luce delle ricerche su occupazione e retribuzioni a livello nazionale, realizzate dall'Università degli Studi Roma Tre per l'Ente Bilaterale Turismo del Lazio (EBTL), che analizzano l'andamento del mercato del lavoro e la qualità della contrattazione collettiva nel settore, restituendo il quadro di una realtà più articolata e dinamica rispetto a narrazioni spesso semplificate.

 

I dati raccontano un settore che continua a essere uno dei principali motori dell'occupazione italiana. Nel primo semestre del 2025 le imprese del turismo hanno attivato 1.660.121 contratti di lavoro, un dato in crescita del 15,5% rispetto al 2022, del 4% rispetto al 2023 e sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Il settore rappresenta oggi il 21,9% dell'intera domanda di lavoro nazionale, più di un'assunzione su cinque in Italia passa dal settore turistico.

 

Un mercato del lavoro è in grado di offrire percorsi professionali e retribuzioni in linea con altri settori. Il CCNL applicato da Aica e sottoscritto dai CGIL, Cisl e UIL, ha RAL che vanno da circa 21mila per un livello D1 (Addetti alle pulizie o Addetti all’ospitalità) fino a oltre 34mila per un livello A1 (General manager), cui si aggiungono l’assistenza sanitaria e premi di risultato affidati alla contrattazione di secondo livello.

 

Nelle imprese più strutturate aderenti a Confindustria Alberghi le retribuzioni reali si collocano ben al di sopra dei minimi tabellari: un General Manager percepisce in media oltre 60 mila euro l'anno, un Hotel Manager quasi 50 mila euro, mentre un Executive Chef supera i 50 mila euro. Anche per le figure operative le retribuzioni risultano competitive, con compensi medi che sfiorano i 42 mila euro per un Front Office Manager e si attestano intorno ai 30-35 mila euro annui per profili come Maître, Chef de Rang, Barman, Addetti al ricevimento e Camerieri. Si tratta di compensi legati alla tipologia e alla categoria della struttura alberghiera e agli strumenti della contrattazione di secondo livello, ai premi di risultato, al welfare aziendale e alle mance, che anche grazie all’impegno di Confindustria Alberghi prevedono l'applicazione di un'imposta sostitutiva pari al 5%. Un intervento che ha favorito la diffusione delle mance tracciate, incrementando il reddito netto dei lavoratori e rendendo il settore più attrattivo. Dati che ribaltano la narrazione del turismo come settore povero, diffusa nei giorni scorsi dallo studio di Filcams CGIL.

 

Il turismo continua inoltre a rappresentare uno dei principali canali di ingresso nel mercato del lavoro: gli under 35 costituiscono il 57% dei lavoratori impiegati nel settore a livello nazionale, mentre cresce anche la domanda di lavoratori over 55 (+3,8%), a dimostrazione della capacità del settore di offrire opportunità occupazionali a profili e generazioni differenti. Parallelamente aumenta l'occupazione dei lavoratori stranieri (+3,7%), segnale della crescente attrattività del settore in un contesto caratterizzato da una diffusa carenza di personale.

 

«Il turismo è uno dei settori più dinamici del Paese e offre concrete opportunità di crescita professionale», dichiara Elisabetta Fabri, Presidente di Confindustria Alberghi. «Le nostre imprese associate ricercano figure sempre più qualificate, con competenze linguistiche, digitali e organizzative, e investono ogni giorno nella formazione, nella sicurezza, nel welfare e nella valorizzazione delle persone. I dati di Roma Tre e EBTL dimostrano che rappresentiamo un settore attrattivo per i giovani, perché nelle nostre aziende sono diffusi percorsi professionali di crescita verticale, che consentono anche agli Addetti al ricevimento e al Front office di arrivare a ricoprire ruoli di General manager. Le criticità del mercato del lavoro esistono, ma il vero nodo è il dumping contrattuale, generato dai contratti pirata. Per questo chiediamo che il dibattito distingua tra le imprese che applicano i contratti collettivi e investono nella qualità del lavoro e chi, invece, ricorre a strumenti che comprimono salari e tutele. Solo rafforzando la contrattazione di qualità sarà possibile valorizzare il lavoro nel turismo, tutelare i lavoratori e sostenere la competitività del settore.»

 
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